terzo trimestre

Con questo articolo, il nostro viaggio all’interno dei nove mesi di gravidanza giunge al termine: dopo aver parlato del primo e del secondo trimestre di gravidanza, oggi ci dedichiamo al terzo trimestre, quello che ci porta alle soglie dell’evento tanto atteso da tutte le future mamme (e i futuri papà): il parto.
Gli ultimi tre mesi, infatti, vedono una costante maturazione di tutti gli elementi che porteranno il bambino ad essere in grado di iniziare la sua vita nel mondo. Il segno più evidente è il continuo aumento della sua capacità di movimento.

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travaglio con la digitopressione

Chi ha letto il mio articolo precedente dedicato alla digitopressione per il travaglio e il parto, conosce già le ragioni principali per l’utilizzo dei punti di agopuntura durante il travaglio: sostenerne la fisiologia, velocizzarne il procedere (soprattutto per chi è al primo parto), contenere il dolore delle contrazioni, alleviare la nausea, calmare l’agitazione e dare modo a chi accompagna la futura mamma (futuro papà, parente / amica, ostetrica…) di aiutarla in modo concerto, utile e pratico.

Oggi ci addentriamo sul piano pratico: come funziona la digitopressione durante il travaglio?
Nei momenti che precedono il parto, il qi (“energia”) della futura mamma inizia a muoversi verso il basso, per spingere il feto fuori: l’“accumularsi” del qi nell’addome inferiore e la pressione fisica esercitata dal feto sono causa del dolore che si prova in questi momenti.

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Digitopressione travaglioIl travaglio e il parto sono momenti molto intensi per la donna: sono l’ultima fase del viaggio iniziato con il concepimento e, soprattutto per chi partorisce per la prima volta, segnano in modo indimenticabile il passaggio dal “prima” al “dopo”.

Il travaglio è fisicamente e psicologicamente impegnativo: normalmente dura diverse ore e quando è particolarmente prolungato può portare la donna allo stremo. Chi le è accanto (molto spesso il futuro papà) in molti casi vive questa fase con un senso di impotenza e di inutilità: non c’è nulla di concreto che possa fare per alleviare il dolore, per velocizzare il travaglio, per dare un sostegno anche fisico alla futura mamma… tranne che tenerle la mano, farle sentire la propria presenza e cercare di aiutarla dandole quello che riesce a chiedere. Molto spesso, però, questo non basta e chi è accanto alla mamma in travaglio si sente poco utile o poco partecipe.Continua a leggere…

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