lasciare scorrere le emozioni

Come abbiamo detto nella prima parte di questo articolo, lasciare scorrere le emozioni è fondamentale per il nostro benessere e anche per la nostra evoluzione emotiva. Nel corso spontaneo dei fenomeni naturai (Dao) la libertà di rispondere agli stimoli e di cambiare costantemente in base alle situazioni che si presentano, all’interno della regolarità fornita dalle tappe naturali (giorno / notte, stagioni dell’anno, fasi di crescita di piante e animali…). Il Dao della vita emotiva ha esattamente lo stesso corso: nella regolarità data dal proprio equilibrio fisico, funzionale e mentale/emotivo, le emozioni devono essere libere di scorrere, ossia di presentarsi e poi di svanire senza ostacoli.

Lasciare scorrere le emozioni: ciclicità e spontaneità

Se dobbiamo sottolineare due elementi chiave del Dao in senso lato e, quindi, del Dao della vita emotiva, possiamo dunque individuarli nella ciclicità e nel flusso spontaneo. La ciclicità ci spiega come, ad esempio, sia fisiologico avere uno stato emotivo diverso nelle diverse fasi del ciclo mestruale o provare determinate emozioni a contatto con certi eventi ricorrenti della vita (nascita, morte, incontro, separazione…).
La ciclicità è anche inseparabile dal flusso spontaneo: se non accetto questo fisiologico riproporsi di certe emozioni o stati interiori, tenderò a bloccarli o reprimerli, interrompendo il flusso spontaneo della mia vita emotiva. Se cercherò di restare sempre in uno stesso identico stato e preferirò trattenere in me sempre una stessa emozione, di nuovo interromperò il flusso spontaneo per cercare invece di dirigerlo dove e come ho scelto io.

Invece di crescere come una pianta, trasformerò la mia vita emotiva in un bonsai umano. I bonsai sono indubbiamente bellissimi, ma chi potrebbe dire che sono piante libere? Chi potrebbe dire che il bonsai ha scelto di prendere proprio quella forma? Chi li cura sa benissimo come, alla minima distrazione o ritardo nella potatura, la pianta faccia crescere con una velocità incredibile rami sottili ma lunghissimi in tutte le direzioni: è il suo tentativo di ripristinare la libertà e la spontaneità del suo flusso, che però dà all’alberello un aspetto sgraziato e disequilibrato.
La stessa cosa accade alle persone: quando imbrigliamo le nostre emozioni interrompendone il flusso naturale perché “non sta bene”, “si fa così”, “non è socialmente accettabile”, “in questo momento non me lo posso permettere”, “ho deciso che non voglio più sentire questa emozione”, “se esprimo questo sentimento la persona X non lo approverà”, “questo modo di sentire non si adatta alle mie scelte di vita”… siamo sicuri che sia una scelta veramente libera e non, invece, una limitazione della nostra libertà, che ci imponiamo da sole?

 

lasciare scorrere

 

 

Sicuramente abbiamo tutte esperienza di come, quando nascondiamo o reprimiamo un’emozione, sul lungo periodo o con stimoli più intensi spesso alla fine ci “sfugga” una reazione indesiderata, che ci disequilibra e che ci sposta dal nostro centro, proprio come i rami non controllati del bonsai.
La medicina cinese considera tutte le costrizioni dannose per il benessere della persona, proprio perché non permettono lasciare scorrere le emozioni, il qi (“energia”), il sangue in modo libero e, quindi, ostacolano le nostre funzioni fisiologiche. Questo inceppamento si manifesta con disturbi di vario genere: dolore mestruale, irregolarità del ciclo, sindrome premestruale, mal di testa, difficoltà digestive, sonno disturbato o insonnia, disturbi della menopausa, tensioni muscolari, problemi intestinali, difficoltà a livello mentale…

 

“Se il flusso è libero, allora non c’è dolore. Se c’è dolore, allora il flusso non è libero”.
Detto tradizionale della medicina cinese

 

 

Lasciare scorrere le emozioni per essere persone più libere e in salute

Quando il flusso è libero a tutti i livelli e riusciamo a lasciare scorrere le emozioni, invece, c’è benessere sia fisico che emotivo: siamo al massimo delle nostre capacità, delle nostre potenzialità, della nostra libertà. Per raggiungere questa condizione, la medicina cinese consiglia diverse cose:

Per il primo punto, è consigliabile di fare attività fisica, puntando non solo alla tonificazione dei muscoli, ma anche al loro allungamento e ammorbidimento e alla scioltezza di tutte le articolazioni, oltre che alla possibilità di eseguire movimenti armoniosi e coordinati: sono raccomandati taijiquan e qigong, yoga, nuoto non agonistico, classi di esercizi di bioenergetica.
Per il secondo punto, è importante seguire un’alimentazione il più possibile varia e adeguata alla stagione in corso, sia per i tipi di frutta e verdura consumata, sia per l’inclusione o l’esclusione di determinati cibi per sostenere la fisiologia dell’organismo in base alle diverse necessità presenti in autunno, inverno, primavera, estate e durante i cambi di stagione.
Il terzo punto è quello per noi più difficile, perché comporta un lavoro su più livelli:

  • a un livello base, ad esempio, la presa di coscienza di quanto il nostro cuore sia pieno e di quali siano le cose (emozioni, pensieri, situazioni…) che tratteniamo di più e perché.
  • a un livello intermedio, la comprensione di come il vuoto non sia sinonimo di assenza, ma rappresenti invece la pienezza di possibilità, la condizione fondamentale per poter lasciare scorrere le emozioni, perché ciò che desideriamo possa accadere e le nostre azioni siano frutto di scelte davvero libere e diventino veramente efficaci.
  • a un livello più avanzato, tutte le pratiche che aiutano a lasciare andare superando la nostra “paura del vuoto” e a “svuotarci” progressivamente, per permettere a ciò che ci appartiene veramente di avere lo spazio giusto per manifestarsi e al libero flusso del Dao delle emozioni di attraversarci senza ostacoli.

Per iniziare a lavorare su questi tre livelli, vanno bene tutte le vie che ci aiutano a prendere consapevolezza dei nostri meccanismi mentali ed emotivi e a lavorare su di loro: psicoterapia, qigong, meditazione… Per indirizzarti meglio, puoi iniziare leggendo l’articolo Cuore Vuoto che “risponde” ma non “conserva”. Qi gong e meditazione possono aiutare.

 

Disimparare, diminuire per lasciare scorrere le emozioni

Il pensiero taoista spiega ancora più chiaramente dove porta la strada del “cuore vuoto”, base indispensabile per lasciare scorrere le emozioni, che ha come obiettivo la libertà dai condizionamenti e dalle costrizioni e, quindi, uno stato di benessere e salute vero e completo. Da questo punto di vista, il Dao della vita emotiva può sembrare a noi occidentali moderni una strada difficile da percorrere e in grande contraddizione con il nostro modo di vivere e di vedere le cose.

 

“Anziché colmare fino all’orlo,
meglio fermarsi in tempo.
A forza di battere e di affilare,
La lama non potrà durare a lungo.
[…]
Completa l’opera e poi ritirati,
questo è il Dao del Cielo”.
Daodejing cap. 9

 

Il Daodejing (Libro della Via e della Virtù, conosciuto anche come Tao Te Ch’ing o Laozi), testo fondamentale per il taoismo, ci spiega come accumulare e strafare sia controproducente. Se riempio un bicchiere fino all’orlo, il contenuto traboccherà al primo scossone e finirò per perdere invece di guadagnare. Sappiamo poi tutte che un bicchiere pieno non può accogliere più nient’altro (ad esempio, un cubetto di ghiaccio per rinfrescare la bevanda) se prima non lo svuoto almeno un po’.
Se affilo un coltello per renderlo più affilato e più efficiente, lo assottiglierò a ogni passaggio, perché il lavoro necessario per affilarlo porta via a ogni passaggio un po’ di metallo. Se ricerco continuamente perfezione ed efficienza, sul lungo termine il coltello sarà più sottile e debole e la lama finirà per spezzarsi quando taglio.

Il taoismo però non suggerisce di rinunciare in partenza, assumendo un atteggiamento pessimista e passivo: ci chiede solo di riconoscere che il Dao del Cielo (quindi le leggi della natura) implica che ogni tentativo di aggiungere comporta anche una sottrazione su un altro livello e, quindi, per raggiungere il nostro scopo (che dovrebbe essere quello di avere una vita piena e felice) è sempre meglio non strafare. La via da percorrere è indicata nelle ultime righe del capitolo: una volta raggiunto il nostro obiettivo, fermiamo il nostro movimento e restiamo a goderci il completamento dell’opera.

Se la nostra società ci spinge sempre a fare di più perché “non è mai abbastanza”, “si può sempre fare meglio”, “non bisogna mai fermarsi”, il Dao della vita emotiva ci invita invece a vivere il momento: la felicità del traguardo raggiunto, la serenità nel guardare le tappe percorse dietro di noi, la consapevolezza che la tristezza del presente è momentanea e non devo buttarci sopra altra tristezza o sconforto sentendomi fallita o incapace, perché rischio solo di “far traboccare il bicchiere” senza guadagnarci niente.
Pensare che aggiungere sia sempre meglio peggiora la nostra vita, sia negli aspetti che sentiamo positivi che in quelli che percepiamo come negativi: se il mio lavoro mi dà soddisfazione, pensare che “non è abbastanza”, che tizia o caia sono più famose, più ricche, più considerate o hanno una situazione socialmente migliore mi impedisce di godere del piacere di farlo e mi spinge ad “affilarmi” continuamente, per diventare “più tagliente” a costo di perdere parte della mia lama (il mio tempo, la mia salute, la mia libertà di fare altre cose, i rapporti umani…).
Se non sono contenta della situazione in cui mi trovo, aggiungere giudizi (“sono una fallita”, “non sono capace di fare niente”, “gli altri riescono e io no”) non farà altro che aumentare il cumulo di problemi che mi sento addosso, rendendomi sempre più difficile guardarli con occhio critico, gestirli e liberarmene.
In ogni situazione, aggiungere pensieri, giudizi, attività ulteriori non fa altro che riempire ancora di più il nostro cuore e non permetterci di lasciare scorrere le emozioni liberamente: sul lungo periodo, diventerà sempre più difficile avere il cuore abbastanza “vuoto” da poter vedere con chiarezza chi siamo, cosa vogliamo, cosa siamo davvero capaci di fare e quale via dovremmo seguire.

La via cinese del Dao della vita emotiva, quindi, in un certo senso è una via di decrescita e di sottrazione: meno obiettivi irraggiungibili, meno giudizi, meno pretese – più ascolto di me e di cosa voglio veramente, più libertà, più empatia.

 

“Chi si dedica allo studio di giorno in giorno accumula,
Chi si dedica al Dao, di giorno in giorno sottrae.
Sottrae e ancora sottrae,
fino a raggiungere il non agire.
Quando non si agisce, non c’è nulla che non venga fatto”.
Daodejing cap. 48

 

Quando ho sottratto tutto quello che non c’entra con me (idee preconcette, imposizioni sociali, pregiudizi su me stessa e su come va il mondo, emozioni trattenute..) e sono riuscita a lasciare scorrere le emozioni – in altre parole, quando ho svuotato il cuore – ecco che il percorso da prendere e i prossimi passi da compiere sono chiari davanti ai miei occhi e io posso “non agire”: non aggiungere niente, non affannarmi alla ricerca di possibili soluzioni, semplicemente spostarmi seguendo la corrente.
A noi questo può sembrare un atteggiamento passivo e rinunciatario perché ci dà l’idea che “seguire la corrente” voglia dire abbandonarsi agli eventi senza la possibilità di scegliere. Quello che dimentichiamo è che la corrente invece è quella della nostra vita: il nostro Dao personale, che deriva dalla nostra natura, dal nostro carattere, dalle nostre inclinazioni, dal patrimonio che ci è arrivato dalla nostra famiglia, dalle nostre risorse personali e dal modo in cui ci viene naturale interagire con il mondo in cui siamo nate. Seguire questa corrente significa quindi vivere la nostra vita in piena libertà, facendo scelte consapevoli, senza affannarci a correre dietro a obiettivi dettati da qualcun altro.
Per tornare alla metafora, la nostra vita è un fiume: facciamo meno fatica e ci spostiamo più velocemente se seguiamo la corrente (invece di remarle contro), ma siamo noi a decidere se preferiamo nuotare, costruire una zattera, andare in barca a remi assieme a un’altra persona, fare periodiche tappe quando troviamo un punto in piano della riva o sfruttare l’energia del vento con una vela perché ci piace la velocità. L’importante è non trovarci coinvolti in una gara che non abbiamo scelto e che sentiamo di dover per forza vincere!

 

lasciare scorrere le emozioni
Foto di 500 da matrimonio

 

In attesa di diventare dei saggi taoisti… possiamo iniziare a svuotare un po’ le nostre vite e a lasciar lasciare scorrere le emozioni, per capire meglio verso dove fluisce la nostra corrente: se la nostra visuale è troppo ingombra, non vediamo nemmeno dove andiamo!

Francesca Cassini
info@benesseredonne.it

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