cambio di stagione

La medicina cinese da sempre dà una grande importanza al momento del cambio di stagione: anche se a livello astronomico le stagioni sono quattro (segnate dagli equinozi e dai solstizi), il pensiero cinese ha sempre considerato l’esistenza di una quinta stagione, interpretata in due diversi modi:

  • il passaggio fra estate e autunno, definito “tarda estate”, che fa da cerniera tra il momento più yang (caldo, luminoso, attivo) dell’anno, composto da primavera ed estate e quello più yin (freddo, buio, inattivo) dell’anno, composto da autunno e inverno
  • l’insieme dei giorni di passaggio fra una stagione e l’altra (18 in ogni gruppo), ossia una sorta di “interstagione” o “stagione di mezzo” frammentata che equivale al nostro concetto di cambio di stagione

In questo momento di transizione fra l’estate vera e propria e l’inizio dell’autunno, dedico un articolo a questa “stagione” così difficile e che ci crea così tanti problemi: i consigli però sono validi anche per qualsiasi altro cambio di stagione!

Il cambio di stagione e l’elemento terra

Secondo il sistema dei cinque elementi, che collega in grandi insiemi cose, azioni, momenti, caratteristiche accomunate da tratti in comune, il cambio di stagione corrisponde all’elemento terra.
Con questa parola nel pensiero cinese ci si riferisce a un’idea di terra viva e attiva: non la singola zolla presa separatamente, ma il suolo su cui poggiamo i piedi, che incamera in sé e trasforma in sostanze fertili tutti i resti di animali e vegetali, in cui si conservano e poi germogliano i semi, da cui nascono le piante che con i loro frutti nutrono gli altri esseri viventi.
L’elemento terra è quindi considerato solido (yin), ma fortemente caratterizzato dalla trasformazione (yang): è grazie a quest’ultima capacità che la vita vegetale può fare il suo ciclo di nascita, crescita, decadimento, morte e rinascita. La terra non è solo trasformazione, quindi: è anche quell’elemento che assiste e scandisce i momenti di passaggio (ad esempio, da seme a germoglio o da foglia morta a concime). Questi passaggi non sono mai bruschi, ma hanno bisogno di tempo, pazienza e di un’apparente immobilità, che cela in realtà una trasformazione interna e che si manifesta solo successivamente.

Anche il cambio di stagione, sotto il segno della terra, ha le stesse caratteristiche: si tratta infatti di quel momento in cui una stagione si trasforma in un’altra. La prima è ancora presente, la seconda non si è ancora manifestata appieno: il tempo spesso è incerto e mutevole, le temperature oscillano e nell’aria si percepisce quasi un’atmosfera di stasi che vorremmo rompere e che ci infastidisce: la trasformazione sta avvenendo, ma non si è ancora manifestata (lo farà con l’inizio della stagione successiva).
Ecco quindi uno dei momenti per cui il cambio di stagione per noi è così difficile: è un tempo di attesa e di apparentemente sospensione, in cui il clima sembra “indeciso” e anche a livello del nostro funzionamento interno le trasformazioni e i passaggi sembrano essere più difficili o inceppati. In medicina cinese si definisce “umidità” quest’atmosfera stagnante, che ci fa sentire pesanti e ostacola il flusso del qi (“energia”). Anche se il clima non è umido in senso meteorologico, possiamo dire che la “stagione di mezzo” è caratterizzata dall’umidità.

 

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Il cambio di stagione e il sistema digestivo

Questa situazione di stasi che abbiamo descritto spiega in parte come mai nel cambio di stagione chi soffre di problemi digestivi (ad esempio, la gastrite) veda spesso una riacutizzazione dei sintomi: la trasformazione in atto, che non si è ancora manifestata, rende più difficile tutti i processi di trasformazione all’interno del nostro organismo, se già normalmente hanno qualche intoppo.

C’è però un altro motivo che mette particolarmente in crisi il nostro sistema digestivo durante il cambio di stagione: secondo la logica dei cinque elementi, la “stagione di mezzo” (terra) è legata al nostro sistema digestivo, composto da stomaco e milza.
Secondo la medicina cinese, infatti, il sistema organo-viscere legato a una determinata stagione è quello più in difficoltà nel periodo corrispondente: ad esempio, in primavera si manifestano facilmente problematiche del fegato (stanchezza, depressione, irritabilità, insonnia…).

Chi soffre di problemi digestivi, quindi, ha tre ostacoli sul proprio cammino durante i cambi di stagione:

  • l’atmosfera “sospesa” della trasformazione non ancora avvenuta, che rende più difficili tutte le trasformazioni
  • la corrispondenza stagionale con il sistema digestivo (milza-stomaco), che in questo periodo è più debole
  • la presenza dell’umidità (come definita sopra), che mette particolarmente in difficoltà la milza, “intasandola” e impedendone il normale funzionamento

Dal punto di vista del sistema digestivo, i cambi di stagione più complicati sono due (come sa per esperienza chi soffre di gastrite o altri problemi di stomaco):

  • il cambio di stagione primaverile: l’elemento della primavera è il legno, legato al fegato. Quest’organo ha il compito importante di garantire la libera circolazione del qi (“energia”) nel nostro organismo, ma facilmente si blocca per stress, frustrazione, rabbia trattenuta, emozioni represse, stile di vita troppo sedentario. Il qi del fegato “bloccato” (stasi di qi di fegato) va a influire negativamente sul processo digestivo.
  • il cambio di stagione autunnale: come spiegato nell’introduzione, la “tarda estate” corrisponde all’elemento terra e, quindi, il passaggio fra estate e autunno può mettere in difficoltà l’organo e il viscere collegati a questo elemento (stomaco e milza).

 

cambio di stagione

 

 

Il cambio di stagione: consigli pratici per affrontarlo al meglio

Per affrontare il cambio di stagione evitando o diminuendo i disturbi che di solito ci infastidiscono, ecco alcuni consigli pratici dalla medicina cinese:

  • sfrutta l’energia di trasformazione interna tipico di questo momento per riflettere sulle piccole e grandi trasformazioni che vorresti apportare nella tua vita: modificare la disposizione dei vestiti nell’armadio, cambiare lavoro, intraprendere un nuovo percorso di studi, scegliere un altro colore per le pareti del salotto… Così sarà più semplice approfittare dell’inizio della stagione successiva per mettere in atto i cambiamenti che hai scelto e i giorni di transizione non sembreranno così inutili e pesanti.
  • non sovraccaricare il tuo sistema digestivo: evita pasti troppo abbondanti (soprattutto la sera) e cibi spazzatura
  • punta sul sapore dolce naturale, che è legato alla terra e alla coppia stomaco-milza, di cui sostiene le attività. In questo modo, rafforzerai il tuo sistema digestivo e potrai affrontare meglio questo passaggio così difficile. Quali sono i cibi con sapore dolce naturale? Tutti i cereali in chicco (pensa al sapore del riso quando lo mastichi a lungo), il mais al naturale, la zucca, la patata (tradizionale o dolce), la frutta (tranne quella acida, come gli agrumi) anche essiccata senza aggiunta di zuccheri, i legumi, il pesce con la lisca, la carne di pollo e tacchino.
  • evita invece il sapore dolce eccessivo, ossia quello di zucchero, miele in grandi quantità, succhi di frutta e dolci industriali come marmellate, creme spalmabili, biscotti, torte e caramelle. Il sapore dolce eccessivo infatti secondo la medicina cinese crea umidità, ossia favorisce gli accumuli. I dolcificanti non sono una soluzione: impara un po’ alla volta a mangiare meno dolce e questo ti aiuterà anche durante tutto il resto dell’anno.
  • evita anche il sapore acido, che astringe e, quindi, blocca ulteriormente il movimento del qi (“energia”): agrumi e altri frutti acidi, aceto, yogurt dovrebbero essere consumati in quantità ridotte durante il cambio di stagione.
  • l’umidità è già anche troppo presente: riduci gli alimenti che secondo la medicina cinese la aumentano, come latte e latticini, farine bianche e derivati (pane, pasta, pizza, focaccia…) e zucchero (vedi sopra). Attenzione: la frutta in grandi quantità apporta umidità in eccesso, quindi assumine quantità moderate.
  • promuovi l’attività di stomaco e milza, che durante il cambio di stagione è più in difficoltà, attivando la circolazione del qi (“energia”) con passeggiate dopo i pasti: secondo la tradizione cinese, “dopo mangiato fai cento passi e vivrai fino a novantanove anni”. È invece sconsigliato correre o fare attività fisica pesante dopo mangiato, così come stare sdraiati/e per lungo tempo.

Se vuoi capire meglio come funziona l’alimentazione in medicina cinese, ho scritto diversi articoli sull’argomento: puoi iniziare da quelli dedicati a una panoramica generale dell’alimentazione energetica, al cibo come legame fra essere umano e ambiente e all’effetto dei sapori.

Francesca Cassini
info@benesseredonne.it
operatrice e insegnante di tuina
consulente di medicina cinese per il femminile
interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese
divulgatrice professionista per la medicina cinese

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