stitichezza in gravidanza

La stitichezza in gravidanza è un disturbo molto diffuso. Dal punto di vista della fisiologia occidentale, la colpa è dell’aumento del progesterone, che rallenta la peristalsi intestinale. Con l’aumentare delle dimensioni del feto, inoltre, i movimenti intestinali sono ulteriormente ostacolati: un impedimento ulteriore per la nostra regolarità!

 

Stitichezza in gravidanza: perché è meglio evitarla

La stitichezza in gravidanza non è solo fastidiosa sul momento: la difficoltà ad espellere le feci può anche essere concausa della comparsa di emorroidi, che possono diventare anche molto fastidiose.
Oltre a questo, secondo la medicina cinese  stomaco e intestino crasso fanno parte di uno stesso livello energetico (il cui nome è yangming): ciò significa che le loro funzioni e quindi i loro movimenti sono collegati e “sincronizzati”. Se una digestione lenta e difficile può rallentare anche la motilità dell’intestino crasso, allo stesso modo un intestino “intasato” può creare difficoltà di digestione. In un momento come la gravidanza in cui l’aumento delle dimensioni del feto restringe man mano lo spazio libero per l’espansione dello stomaco (per non parlare del bimbo quando è girato a testa in giù!) diventa ancora più importante che l’intestino sia sgombro per permettere alla futura mamma di nutrirsi in modo adeguato per il mantenimento del proprio benessere e di quello del nascituro.
Combattere la stitichezza in gravidanza e mantenere regolare lo svuotamento intestinale è quindi molto importante per il benessere globale della futura mamma: non solo per prevenire fastidi fisici, ma anche per permetterle di produrre tutto il qi (“energia”) e il sangue di cui lei e il feto in crescita hanno bisogno (per saperne di più, leggi il mio articolo La gravidanza fisiologica in medicina cinese).

“Quando lo stomaco è pieno, l’intestino crasso è vuoto. Quando l’intestino crasso è pieno, lo stomaco è vuoto”
detto tradizionale della medicina cinese

Stitichezza in gravidanza: alimentazione (anche per chi non è in dolce attesa)

Per evitare la stitichezza in gravidanza l’alimentazione è molto importante: secondo la medicina cinese è importante ridurre le quantità di cibi che bloccano il movimento del qi (“energia”) e quindi anche il movimento dell’intestino. Di questa categoria fanno parte i cibi acidi (limone, arancia, kiwi poco maturi, aceto…) e troppo complessi da digerire (fritti, carni grigliate, alimenti grassi, quantità importanti di latticini…).
Sono invece molto importanti i cibi che stimolano il movimento del qi, in particolare quello del fegato (organo che in medicina cinese aiuta il qi di tutto l’organismo a circolare liberamente e senza ostacoli), prime fra tutti le verdure verdi a foglia larga (spinaci, bieta, catalogna…) o leggermente “piccanti” (come la rucola), oltre alle erbe aromatiche (origano, maggiorana, menta, rosmarino, salvia, alloro…).
Per garantire una maggiore scorrevolezza delle feci, è fondamentale il giusto apporto di liquidi, che deriva soprattutto dalla frutta: tenendo presente che gli agrumi andrebbero mangiati solo occasionalmente per il loro sapore acido, tutto il resto della frutta va bene, soprattutto i kiwi molto maturi e la banana fatta al vapore (tagliata a rondelle e cotta al vapore appoggiata sulla sua buccia per 5 minuti, eventualmente dolcificata a freddo con un pochino di miele).

 

stitichezza in gravidanza


Stitichezza in gravidanza (e non solo!): un rimedio pratico

Se l’alimentazione da sola non è sufficiente o se le feci sono particolarmente asciutte, esiste un rimedio estremamente semplice ma molto efficace, da aggiungere alle indicazioni che ho dato sopra: i semi di lino ammollati in acqua.
Si tratta di un rimedio che per la medicina cinese ha azione umidificante su intestino crasso, polmone e pelle ed è quindi adatto per “lubrificare” le feci rendendone il transito più semplice o per tutte le stitichezze caratterizzate dalla secchezza (sia per la presenza di calore che per l’assenza di liquidi), che presentano quindi feci asciutte e/o addirittura caprine.

Come prepararli? I semi di lino (meglio se biologici) per essere efficaci sulla stitichezza vanno assunti dopo un ammollo, per permetterci di accedere alle sostanze umidificanti che sono all’interno e per cui masticazione e digestione non sono sufficienti. Per assumerli correttamente ci sono due diverse possibilità:

1) la sera mettere un cucchiaio da minestra di semi interi in una tazza grande di acqua calda (non bollente: va bene anche l’acqua calda del rubinetto) e coprire. Al mattino è sufficiente colare il composto, facendo scendere bene assieme all’acqua la parte “gelatinosa” (e buttando i semi). Il liquido ricavato va bevuto prima di colazione.
2) al mattino, tritare un cucchiaio di semi di lino, lasciarlo in ammollo 15 minuti in poca acqua tiepida e bere prima di colazione, facendo seguire da un bicchiere di acqua a temperatura ambiente.

Consiglio di provare la prima volta quando non si deve uscire subito dopo, perché l’effetto è molto variabile da persona a persona (in alcuni casi, bastano solo 20 minuti)!
A seconda dei casi, si può farne un uso occasionale, più volte la settimana o addirittura quotidiano. Per la stitichezza ostinata, è consigliabile bere l’acqua di semi di lino tutti i giorni per un mese e poi provare a diminuire gradualmente.
I semi di lino tritati si possono conservare per 2-3 giorni in frigorifero in un barattolo chiuso, dopo di che iniziano a irrancidire. I semi interi, invece, si conservano anche mesi, purché in un barattolo ben chiuso.

Se vuoi avere maggiori indicazioni sull’alimentazione consigliata in gravidanza dalla medicina cinese in base ai diversi trimestri, puoi leggere il mio articolo Cosa mangiare in gravidanza? Risponde la medicina cinese.

Francesca Cassini

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