equilibrare le emozioni

La medicina cinese (e il pensiero taoista, che l’ha molto influenzata) mette un forte accento sull’importanza di equilibrare le emozioni: contrariamente ad altre tradizioni, infatti, non suggerisce di eliminarne alcune o tutte dalla propria vita per raggiungere uno stato di “bontà e santità” o di imperturbabilità, ma lavora invece per tenerle vive e presenti armonizzandole.

Le emozioni in medicina cinese infatti sono considerate un elemento fisiologico e positivo e questo vale anche per le emozioni più “scomode”: secondo la medicina cinese, infatti, le cinque emozioni base (gioia, rimuginio, tristezza, paura e rabbia) sono collegate ai cinque organi alla base del nostro metabolismo e sono fondamentali per mantenerne benessere, vitalità ed equilibrio.

Questo è vero, però, quando le emozioni sono “giuste”, ossia quando sono commisurate alla circostanza, presenti per un breve lasso di tempo, non ripetute e quando sono vissute, percepite, espresse e poi lasciate andare, invece di essere represse o trattenute.
Nella nostra visione occidentale “manichea” (una cosa o è bianca o è nera, o è buona o è cattiva) siamo invece abituati ad accettare solo le emozioni considerate positive: fra le cinque elencate sopra, ad esempio, a noi piace solo la gioia. Le emozioni meno piacevoli però, di per sé non sono “cattive”: la rabbia, ad esempio, corrisponde al movimento naturale del fegato di muoversi verso l’esterno e di espandersi. Quando è una reazione spontanea alle circostanze, è semplicemente un movimento di aggressività positiva: difendo il mio territorio da un’invasione o da un pericolo, reclamo giustamente il mio diritto di vivere o di avere il mio spazio.

Controllare o equilibrare le emozioni?

Il problema nasce quando, nel nostro esempio, la rabbia è “esagerata”:

  • vado su tutte le furie perché qualcuno mi ha fregato il parcheggio (emozione non commisurata alla circostanza)
  • mi viene il nervoso e mi “rodo il fegato” tutte le volte che sento parlare il/la tale collega e sempre per lo stesso motivo (emozione ripetuta)
  • rischio di avere un grave incidente e, invece di spaventarmi, mi arrabbio (emozione fuori luogo)
  • il capo mi fa arrabbiare e io sto zitta, “ingoio” la mia rabbia e non dico niente tutto il giorno, l’unica cosa che faccio è rivivere l’arrabbiatura a casa parlandone con i miei familiari o con un’amica (emozione repressa)
  • una persona a me vicina e che non posso evitare è costantemente motivo di rabbia, ma io “faccio finta di niente”, mi sento molto zen e mi comporto come se non mi importasse, tanto da autoconvincermi che in realtà non mi arrabbio per niente (emozione repressa e portata a livello inconscio)

Tutte queste situazioni, se protratte sul medio-lungo termine, sono fonte di disequilibrio, perché vanno a influire sia sull’equilibrio dell’organo collegato (in questo caso, il fegato) che sull’equilibrio generale yin/yang della persona. Di conseguenza, possono nascere diversi disturbi, più o meno fastidiosi, di cui spesso non esiste una causa organica.
L’obiettivo della medicina cinese in questo caso è di rendere la persona consapevole del proprio stato emotivo, di aiutarla a equilibrare le emozioni (o la singola emozione) che sono causa di disarmonia e di lavorare sull’organo collegato per ripristinarne il corretto funzionamento energetico.

 

equilibrare le emozioni

I meridiani luo: il sistema fisiologico per equilibrare le emozioni

Siccome l’uomo è un meraviglioso e complesso microcosmo, è naturalmente dotato di sistemi naturali per equilibrare e gestire le proprie emozioni. Quando ci arrabbiamo, ad esempio, ci viene naturale stringere i pugni e irrigidire la muscolature: il fegato, collegato sia a quest’emozione che alla contrattilità di muscoli e tendini, si prepara a liberare la collera tramite l’azione fisica, ad esempio correndo o scalciando oppure attraverso la voce, gridando (l’urlo è il suono legato al fegato secondo il sistema dei cinque elementi).

Nella prospettiva della medicina cinese di stampo taoista portata in Occidente da Jeffrey Yuen e insegnata in Italia anche da Franco Bottalo, se tutto questo non è possibile entrano in atto altri sistemi di gestione: uno di questi è il circuito dei meridiani luo longitudinali.
Questa categoria di meridiani ha delle caratteristiche specifiche: è infatti intimamente legata al sangue, la sostanza che secondo la medicina cinese è in grado di tenere ancorato e nutrito lo shen, il nostro aspetto mentale / psicologico / emotivo.
I luo longitudinali, inoltre, non sono meridiani “a sé stanti” come i meridiani principali (quelli direttamente legati agli organi, su cui si trovano i punti di agopuntura): sono una sorta di rami che si distaccano proprio dai meridiani principali e che si irradiano all’interno del corpo, prendendo contatto infine con l’area del petto, dove ha sede il cuore.

Quando un’emozione è particolarmente “patogena” o ingestibile per il nostro equilibrio e non abbiamo un altro modo per occuparcene, quindi, i meridiani luo longitudinali vengono utilizzati per deviarla lontano dagli organi interni, che sono il cuore del nostro funzionamento. L’emozione così allontanata viene messa in una sorta di “latenza”, ossia resta confinata in una zona in cui può fare solo dei danni limitati.
I meridiani luo longitudinali (e quelli superficiali, che sono una sorta di “capillari energetici”) svolgono questo lavoro di difesa anche nei confronti di fattori patogeni più fisici, ad esempio freddo, calore, umidità penetrati dall’esterno o prodotti all’interno e troppo soverchianti rispetto alle nostre capacità di difesa.
Quando questo meccanismo di emergenza viene usato troppo o troppo a lungo, però, può diventare a sua volta causa di disequilibrio e, quindi, non riuscire più a raggiungere il suo scopo.

 

equilibrare le emozioni

Equilibrare le emozioni su diversi livelli

Il sistema dei meridiani luo longitudinali, quindi, può essere trattato con il tuina (massaggio tradizionale della medicina cinese) per agire sulle emozioni bloccate e favorirne la presa in carico, la gestione e la “metabolizzazione” da parte del nostro organismo.
Non si tratta di un’azione aggressiva e di rilascio esplosivo: il trattamento, se effettuato correttamente e con cognizione di causa, va a stimolare la fisiologica capacità dei luo di aiutarci a gestire le emozioni e permette loro di rilasciarle dalla latenza in modo controllato e senza effetti collaterali.

Per eseguire un trattamento corretto, è importante capire a quale livello sia stata posta in latenza l’emozione, in modo da indirizzare correttamente il lavoro:

  • livello “stato d’animo”: proviamo sempre, frequentemente o ripetutamente una certa emozione (paura, ansia, nervosismo, tristezza…) senza una ragione pratica – semplicemente, è lì. Per chi conosce la medicina cinese, questo è il livello legato a weiqi, la nostra energia più istintiva e reattiva. Con il tuina bisognerà trattare il livello più superficiale, corrispondente a “pelle e muscoli”, utilizzando i luo longitudinali di polmone e fegato
  • livello “emozione” vera e propria: proviamo sempre, frequentemente o ripetutamente una certa emozione (paura, ansia, nervosismo, tristezza…) che è legata a ragioni pratiche che sappiamo indicare chiaramente. In medicina cinese, questo corrisponde al livello di yingqi, l’energia nutritiva indissolubilmente legata al sangue e infatti con il tuina tratteremo il livello di “sangue e carne” attraverso i luo di milza e cuore
  • livello “repressione”: abbiamo seppellito talmente tanto una certa emozione che nemmeno ci rendiamo più conto di provarla – è il caso in cui ad esempio tutti pensano che siamo persone molto agitate, ma noi ci sentiamo calme e tranquille oppure ci rendiamo conto che, date le circostanze, dovremmo provare una certa emozione ma invece non la percepiamo. Per la medicina cinese, questo è il livello più profondo, legato a yuanqi, il nostro qi originario in relazione con “ossa e midollo”, che possiamo trattare con il tuina lavorando sui luo di rene e triplice riscaldatore.

All’interno del trattamento, vanno poi aggiunti altri luo in base a corrispondenze specifiche con le emozioni presenti.

 

Equilibrare le emozioni: un lavoro che si fa in due

equilibrare le emozioniIl trattamento sui meridiani luo longitudinali in tuina non viene quasi mai fatto da solo: siccome ogni persona è un microcosmo con un suo equilibrio, è importante tenere in considerazione tutto il contorno e non focalizzarci solo sull’emozione che è fonte di disturbo. La prima parte del trattamento potrà consistere, ad esempio, in un lavoro sulla muscolatura (se sono presenti particolari tensioni finisce) o sull’organo / sistema collegato all’emozione se si è rilevato un disequilibrio.
Il trattamento dei luo vero e proprio porta invece l’attenzione su un livello particolare, sia perché è un trattamento molto spesso lento e profondo, sia perché può far emergere in chi lo riceve emozioni, sensazioni, immagini. Ancora di più di quanto avviene di solito con il tuina, il lavoro sui meridiani luo si fa in due: operatore e ricevente, che si muovono in sinergia con uno scopo comune. Il relax in un ambiente confortevole e la fiducia reciproca sono elementi importanti: la rigidità, la scomodità e lo stare “sul chi va là” non sono di aiuto in questo genere di lavoro.
Una buona idea per il ricevente può essere quella di prendere nota di stati d’animo, sensazioni, immagini e sogni successivi a ogni trattamento, perché possono fornire elementi importanti di auto comprensione e auto conoscenza.

Il lavoro sui meridiani luo può servire anche a sostenere l’evoluzione emotiva personale: per saperne di più, leggi il mio articolo La gestione delle emozioni: evoluzione emotiva e meridiani luo.

Francesca Cassini
info@benesseredonne.it
operatrice e insegnante di tuina
consulente di medicina cinese per il femminile
interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese
divulgatrice professionista per la medicina cinese

 

Attenzione:
Le tecniche per equilibrare le emozioni attraverso il sistema dei luo longitudinali non sono assolutamente sostitutive di farmaci o psicoterapia! Si tratta infatti di un lavoro per stimolare le fisiologiche reazioni della persona e le sue naturali risorse interiori: non costituisce attività sanitaria o psicologica e non è in esclusione o in concorrenza con cure mediche o psicoterapiche.

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