punti di agopuntura

Tutto quello che avresti voluto sapere sui punti di agopuntura, ma non hai mai osato chiedere…

Se ti sei mai interessata alla medicina cinese, sicuramente avrai sentito parlare dei punti di agopuntura e, magari, avrai anche ricevuto trattamenti (con Tuina, agopuntura, shiatsu…) che li utilizzavano. Ma cosa sono questi punti? Perché sono efficaci? E quali sono le possibili tecniche per trattarli? Ecco qui dei seguito una lista di FAQ (domande frequenti) dedicate a te e alle tue curiosità!

 

D: Cosa sono i punti di agopuntura?

R: I punti di agopuntura (o agopunti o, semplicemente, punti) sono minuscole aree situate lungo il decorso dei meridiani, vie di scorrimento preferenziale di qi (“energia”) e sangue – e quindi di nutrimento e informazioni – che secondo la medicina cinese percorrono il nostro corpo sia in senso longitudinale che in senso trasversale. Queste piccole aree sono particolarmente sensibili al tocco e alla stimolazione e, quindi, reagiscono agli stimoli che arrivano dall’esterno: pressione, puntura, luce, percussione…, permettendo la trasmissione di messaggi al nostro organismo.
I punti quindi sono una sorta di “interfaccia” grazie alla quale è possibile comunicare con il nostro “microcosmo” e con il suo equilibrio fisico, funzionale e mentale/emotivo, stimolando la superficie esterna del corpo per agire sull’interno.

D: Ma cosa sono i punti di agopuntura dal punto di vista scientifico?

R: A partire da metà degli anni ’80, sono stati condotti numerosi studi per rispondere a questa domanda. Quello che è stato ad esempio possibile accertare è che:

  • se si inietta un tracciante radioattivo in un punto, questo prosegue velocemente lungo il tracciato del relativo meridiano “cinese”, stazionando per un tempo leggermente più lungo negli agopunti successivi; l’iniezione dello stesso tracciante fuori dal percorso dei meridiani causa un ristagno locale del liquido (Giovanardi, Lonardo, Abbati, “Study of the diffusion of TC99M injected into an acupuncture point on the body and in a point out of acupuncture meridian”, 1988)
  • nelle immagini di contrasto a raggi X, i punti di agopuntura hanno una densità maggiore di “micro-vasi e contengono una grande quantità di strutture microvascolari involute” rispetto ad altre zone (Liu et al., “X-ray phase-contrast CT imaging of the acupoints based on synchrotron radiation”, Journal of Electron Spectroscopy and Related Phenomena, 2013)
  • i più comuni punti di agopuntura si trovano all’interno di alte concentrazioni di tessuto connettivo, che è sensibile a stimolazioni meccaniche e può a sua volta trasmettere segnali di varia natura in tutto il corpo (Langevin, Churchill, Wu et al., “Evidence of connective tissue involvement in acupuncture”, FASEB Journal 16 (8), 2002)
  • la pressione parziale dell’ossigeno, rilevata con un microsensore amperometrico, è più alta nei punti di agopuntura rispetto alle altre zone (Hong, Park, Ha et al., “Heterogeneity of Skin Surface Oxygen Level of Wrist in Relation to Acupuncture Point”, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, vol. 2012)

Se vuoi capire ancora meglio il punto di vista scientifico sui punti di agopuntura e la sua integrazione con il sapere tradizionale cinese, puoi leggere anche il mio articolo I meridiani: rete di comunicazione, nutrimento e protezione.

 

D: Quanti sono i punti di agopuntura?

R: Una risposta precisa a questa domanda non è possibile: la tradizione dice 365, come i giorni che compongono un anno, ma in realtà il numero è più elevato perché oltre ai punti presenti sui meridiani esistono anche agopunti situati al di fuori del loro percorso, chiamati punti “extrameridiano” oppure “extra”.

puinti di agopuntura

D: E come è possibile ricordare e ritrovare sul corpo quasi 400 punti di agopuntura??

R: Bella domanda! Questo è quello che si chiede spaventato ogni studente di medicina cinese al primo anno di corso… In realtà, la parte più difficile è all’inizio, quando la nostra conoscenza è pari a zero: man mano che si inizia a memorizzare il percorso dei meridiani, risulta più facile ricordare la collocazione dei punti sul loro decorso. La localizzazione, inoltre, è resa possibile dall’utilizzo di una serie di punti di repere anatomici precisi, dalla descrizione della distanza relativa dei punti (cun, “distanza”) rispetto a reperi anatomici e ad altri punti e dalla palpazione: nel mio articolo Come localizzare i punti sui meridiani pubblicato sul sito Medicina Cinese News spiego esattamente come avviene questo processo.
Non bisogna inoltre dimenticare che la pratica e l’utilizzo ripetuto dei punti di agopuntura è un sostegno importantissimo per l’apprendimento della loro localizzazione: più si fa, più si impara. E se non si ricorda l’esatta collocazione di qualche punto che non si usa spesso, esistono pratici manuali da consultare per rinfrescarsi la memoria (qui puoi scoprirne uno recensito dalla collega Laura Vanni).

 

D: Quali messaggi è possibile lanciare attraverso tutti questi punti di agopuntura?

R: Sostanzialmente, la tipologia di messaggi è una sola: si tratta infatti di comunicare al nostro organismo quale strategia applicare per recuperare (o rafforzare) il proprio equilibrio e quindi il proprio benessere. Il nostro sistema corpo-mente, infatti, è talmente strutturato e complesso (un vero e proprio microcosmo) da essere in grado di auto-riequilibrarsi. Purtroppo a volte il disequilibrio è così importante che c’è bisogno di un aiuto esterno, che indirizzi il nostro organismo sulla giusta via e gli indichi quali azioni mettere in pratica per ritrovare l’equilibrio perduto.
Scendendo nel dettaglio, comunque, i punti di agopuntura hanno una miriade di azioni, che coprono tutti gli ambiti possibili e danno indicazioni molto dettagliate al nostro organismo: ci sono agopunti che indirizzano l’azione sulla testa, sull’addome, sulla schiena, sulla regione cervicale…, altri che convogliano il qi (“energia”) verso l’alto o verso il basso; molti punti aiutano il riequilibrio degli organi e dei visceri (stomaco, rene, fegato, intestino crasso…), altrettanti indicano al nostro corpo la necessità di produrre più qi, più sangue o più fluidi corporei. Esistono punti di agopuntura che aiutano l’organismo a espellere freddo, calore, vento o umidità, altri rafforzano le nostre difese. Agopunti specifici mandano l’input a trattenere, altri a rilasciare, alcuni lavorano specificamente sul tono della muscolatura, mentre altri indirizzano la loro azione sull’aspetto mentale o emotivo.

 

D: Ma quindi i punti di agopuntura si usano singolarmente oppure si combinano come le parole di una frase?

R: Normalmente si lavora nel secondo modo, questo perché ogni agopunto ha più di un’azione e, quindi, per far capire chiaramente al nostro organismo “di cosa stiamo parlando” e per indirizzare la comunicazione con precisione c’è bisogno di combinare più punti di agopuntura insieme.
Ad esempio, se ho mal di testa perché il fegato ha un disequilibrio che causa la presenza di calore e questo calore (come tutte le cose calde) tende a salire in alto, raggiungendo il capo, dovrò includere punti che: si indirizzino al fegato; trattino il disequilibrio che causa il calore; purifichino il calore; indirizzino il qi verso il basso; abbiano come “bersaglio” la testa.
Se invece lo stesso disequilibrio si inserisce in una situazione diversa e il calore si manifesta ad esempio con un bruciore di stomaco, dovrò utilizzare punti che: si indirizzino al fegato; trattino il disequilibrio che causa il calore; purifichino il calore; agiscano sullo stomaco.

 

D: Quali sensazioni mi devo aspettare quando ricevo un trattamento di stimolazione dei punti di agopuntura?

R: Anche in questo caso la risposta non è univoca: la sensazione di deqi (letteralmente “arrivo del qi”, ossia la sensazione che si ottiene con la stimolazione dei punti di agopuntura) è diversa non solo da persona a persona, ma anche da punto a punto. In generale, possiamo dire che può essere un leggero fastidio, un dolorino, un formicolio, una sensazione di calore, un senso di attivazione locale o di irraggiamento verso altre aree o anche semplicemente la sensazione che quel punto è diverso da tutti gli altri.

 

D: Come si possono trattare i punti di agopuntura per agire sull’equilibrio dell’organismo?

R: Le tecniche possibili sono davvero tante: Tuina, agopuntura, shiatsu, digitopressione, stimolazione con luce colorata, coppettazione, moxibustione, martelletti di varia natura…
Ecco come lavoro io sugli agopunti:

  • digitopressione: stimolazione semplice e diretta dei punti di agopuntura con le dita, tramite pressione statica o pressione con rotazione. Io utilizzo questa tecnica soprattutto per circostanze particolari, come ad esempio il travaglio e il parto. Se ti interessa approfondire l’argomento, puoi leggere i miei articoli La digitopressione per il travaglio e il parto e Alleviare il dolore del travaglio con la digitopressione
  • trattamento Tuina: la stimolazione dei punti (con tecniche diverse: pressione, pressione e rotazione, percussione, oscillazione…) viene inserita in un trattamento più articolato, che ne sottolinea e rafforza le azioni. Se vuoi capire meglio in cosa consiste il Tuina, puoi leggere il mio articolo Il tuina, massaggio tradizionale della medicina cinese
  • moxibustione: stimolazione dei punti di agopuntura con calore indiretto, per aiutare a eliminare il freddo o per sostenere il qi (“energia”) dell’organismo, come spiegato nel mio articolo La moxibustione per il mantenimento del benessere
  • coppettazione: stimolazione dei punti tramite un “effetto ventosa” ottenuto applicando sulla pelle delle coppette in vetro in cui è stato bruciato l’ossigeno con una fonte di calore: ho spiegato nel dettaglio questa tecnica in un articolo che ho scritto per il sito Medicina Cinese News, dal titolo La coppettazione: un’alleata per il dolore muscolare (…e molto altro!).

Se hai altre domande sui punti di agopuntura, scrivile nei commenti o mandamele a info@benesseredonne.it: risponderò a tutte in un prossimo articolo!

Francesca Cassini

Condividi:

Hai commenti o domande? Fammi sapere!