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Perché il cibo in medicina cinese è così importante per il nostro equilibrio?

Il cibo riveste un ruolo fondamentale nelle nostre vite: a un livello base, consente la nostra sopravvivenza, fornendoci tutto quello che ci serve per mantenere in funzione il nostro organismo; a un livello più elevato, l’alimentazione è intimamente legata ai nostri ricordi più precoci, al rapporto con la mamma, all’imitazione dei genitori: in senso lato, alla nostra idea di famiglia, di cura di sé, di condivisione delle emozioni, di accettazione di ciò che viene “da fuori”. Oltre a questo, i pasti per noi sono un momento fortemente sociale, che condividiamo con la famiglia e gli amici.
Quando parliamo di cibo in medicina cinese, che considera l’uomo da una prospettiva olistica, teniamo conto di tutti questi diversi livelli: di ogni alimento, infatti, non si conteggiano calorie o micronutrienti, ma si studia l’impatto sul nostro equilibrio interno (vedi l’articolo sull’alimentazione in medicina cinese), quindi sul funzionamento energetico di organi e visceri, sulla produzione delle sostanze vitali, sull’equilibrio in termini di yin e yang. Ognuno di questi aspetti ha una componente strutturale (quindi un riflesso sul livello fisico), una componente funzionale (relativa al qi, “energia”, quindi al come avvengono le trasformazioni nel nostro corpo) e un aspetto sottile (quindi un riflesso nella sfera mentale / emotiva / psicologica): il cibo pertanto ha un’azione trasversale su tutti i livelli che fanno parte dell’uomo.

 

Regolando i nostri ritmi e i movimenti del nostro qi (“energia”) in base al cambiamento delle stagioni, ci sentiamo meglio e riusciamo più facilmente a evitare l’instaurarsi di disequilibri.


Allargare la prospettiva: il cibo in medicina cinese e l’ambiente

La medicina cinese, però, aggiunge una prospettiva ulteriore. Nella visione cinese, l’uomo è un microcosmo, un sistema complesso i cui elementi sono a loro volta sistemi composti, continuamente in relazione, interscambio, interazione, reciproca influenza. Questo microcosmo a sua volta è in relazione con il macrocosmo, ossia tutto ciò che esiste al di fuori di noi: l’ambiente in cui viviamo con il suo clima, le sue caratteristiche, le sue stagioni, le sue variazioni di luce e buio, le sue trasformazioni. Questa relazione fa sì che ciò che avviene attorno a noi abbia una sua influenza sul nostro equilibrio, cosa di cui ci accorgiamo banalmente nella nostra esperienza: d’estate siamo tendenzialmente più energiche, d’inverno ci viene sonno prima, in primavera riscopriamo il piacere di stare all’aria aperta… d’estate abbiamo voglia di insalata e centrifughe, d’inverno di cioccolata calda e strudel di mele.

La medicina cinese sostiene che la relazione con il macrocosmo sia di importanza fondamentale per il nostro benessere: regolando i nostri ritmi e i movimenti del nostro qi (“energia”) in base al cambiamento delle stagioni, ci sentiamo meglio e riusciamo più facilmente a evitare l’instaurarsi di disequilibri. Lo Huangdi Neijing (Classico interno dell’Imperatore Giallo), il testo più importante per la medicina cinese, sosteneva già nel II secolo a.C. che “i saggi in primavera ed estate nutrono lo yang, in autunno e inverno nutrono lo yin e in questo modo seguono le loro radici […]. Opporsi alle proprie radici è attaccare le proprie basi e distruggere il proprio vero qi (zhenqi, “vera energia”)”.
Il cibo in medicina cinese in questo contesto svolge un’azione fondamentale: oltre all’abbigliamento, infatti, è l’elemento che più ci permette di adattarci ai cambiamenti di stagione, rafforzando il nostro organismo, aiutandoci a combattere i fattori climatici più estremi (ad esempio, il freddo invernale e il calore estivo) e permettendoci di prevenire il manifestarsi di disturbi non solo nella stagione in corso, ma anche in quella successiva.
Oltre a questo, i vegetali che crescono spontaneamente in ogni mese dell’anno hanno tutte le caratteristiche di quel particolare momento e ci aiutano a “sintonizzarci” sull’energia della stagione: mangiare melanzane a Natale e broccoli a Ferragosto, quindi, non è di grande aiuto. Scegliere cibo stagionale ci dà una marcia in più per aumentare le nostre risorse e non vivere “fuori stagione”, evitando di essere più indifesi rispetto ai fattori climatici.

 

Il cibo e le stagioni

La medicina cinese incoraggia e premia la varietà dell’alimentazione: da questo punto di vista, mangiare tutto l’anno le stesse verdure e la stessa frutta, anche se in natura crescono solo per 2-3 mesi, sarebbe come girare tutto l’anno in maniche corte o con il cappotto!
Ecco quindi un elenco di vegetali particolarmente adatti alle varie stagioni, perché crescono spontaneamente in quel periodo e perché hanno le giuste caratteristiche per aiutare il nostro microcosmo ad adattarsi al qi (“energia”) del macrocosmo:

Primavera
Insalate tenere ma saporite (es. valeriana, rucola, spinacini…); Cipollotto fresco; Carota; Ravanello; Piselli; Germogli; Erbe aromatiche; Fragole; Ciliegie

Estate
Pomodoro; Zucchina; Cetriolo; Insalata; Melanzana; Mais; Anguria; Melone; Pesca; Albicocca; Pera

Autunno
Zucca; Rapa; Cavolo rapa; Daikon; Bietola; Fico; Castagna; Uva; Melograno; Pera

Inverno
Patata; Cavolo; Broccolo; Cavolfiore; Porro; Finocchio; Carciofo; Radici; Mela; Kiwi; Piccole quantità di agrumi


E durante i cambi di stagione quali sono i consigli sul cibo in medicina cinese? Leggi l’articolo Affrontare il cambio di stagione con la medicina cinese.

 

cibo in medicina cinese

La cottura del cibo in medicina cinese

La medicina cinese non dimentica, infine, che modalità di cottura, conservazione e lavorazione del cibo possono modificarne le caratteristiche energetiche: anche le modalità di consumo degli alimenti sono quindi importanti per sostenere il nostro equilibrio nel modo migliore.
La cosa più importante da sapere è che frutta e verdura crude sono tendenzialmente yin e hanno quindi la capacità di rinfrescare e produrre liquidi: questa è una proprietà ottima per l’estate e i mesi più caldi della primavera, ma può essere controproducente in tardo autunno e inverno, quando il nostro organismo sta già consumando molta energia per tenere il corpo caldo e protetto dal freddo. Frutta e verdura cotta sono tendenzialmente più yang, quindi più adatte a sostenere la nostra capacità di riscaldarci: sono ottime per tardo autunno e inverno, mentre sono meno utili durante l’estate.
Anche l’utilizzo di condimenti può modificare l’azione del cibo sul nostro equilibrio: se vogliamo aumentare la capacità di rinfrescare, ad esempio, sono particolarmente d’aiuto tre erbe aromatiche specifiche (menta, maggiorana e timo), oltre che il succo di arancia e limone e la scorza di questi due agrumi. Possiamo quindi combinare questi elementi assieme a verdure crude o a preparazioni cotte durante l’estate (tranne il succo d’arancia, che non è di stagione!) o utilizzarli in inverno quando ce n’è necessità, ad esempio se abbiamo la febbre.
Tutte le spezie tranne lo zafferano, invece, hanno un’azione riscaldante: questo è ancora più vero per pepe, peperoncino, cannella e zenzero secco, che possono diventare nostre alleate contro il freddo invernale, oppure se abbiamo preso molto freddo in qualsiasi altra stagione.

Se vuoi saperne di più, ti ricordo che qui puoi trovare i miei articoli sull’alimentazione stagionale in base alla medicina cinese:

Se ha domande sull’articolo o se vorresti prendere un appuntamento nel mio studio a Genova per capire insieme qual è la migliore alimentazione per le tue caratteristiche energetiche, scrivimi a info@benesseredonne.it.

Francesca Cassini
operatrice e insegnante di tuina
consulente di medicina cinese per il femminile
interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese
divulgatrice professionista per la medicina cinese

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