gua sha

La medicina cinese, che ha alle sue spalle una storia lunga più di duemila anni, è ricca di tecniche estremamente efficaci, ma poco conosciute in Occidente: il gua sha è una di queste. Alzi la mano chi lo ha sentito nominare… se ci contiamo, saremo un numero piccolissimo!
Ma come mai vale la pena di conoscere questa antica tecnica? Ecco qui tutte le ragioni per cui ti interesserà sicuramente provarlo.

Il gua sha tratta problemi interni agendo sull’esterno del corpo

Si tratta infatti di un lavoro che si esegue sulla pelle, in base alle corrispondenze fra zone del corpo e funzioni energetiche di organi e visceri proprie della medicina cinese. Il dorso, infatti, può essere suddiviso in macro aree ad azione sul sistema degli zangfu (“organi e visceri”): la zona dorsale alta ha effetto sulle funzioni energetiche di cuore e polmone, quella centrale su quelle di stomaco, milza e fegato, quella bassa su rene, vescica, intestini e utero.

In cosa consiste un trattamento con il gua sha? Come spiega bene Arya Nielsen, massima esperta di questa tecnica in Occidente, il gua sha consiste nell’applicazione di una pressione con scorrimento unidirezionale sulla pelle lubrificata, che fa sentire la sua azione anche sullo strato muscolare sottostante. Lo strumento utilizzato deve avere i bordi ben smussati, in modo da non creare fastidio alla cute: io personalmente utilizzo dei piccoli coperchi per barattoli (ovviamente nickel free), che sono comodi da impugnare, piacevoli al contatto, possono essere sterilizzati senza problemi e gettati alla fine del loro utilizzo.
Il gua sha può essere praticato in sicurezza sulla maggior parte del corpo: nuca, dorso, fianchi, glutei, gambe, braccia, torace e anche cuoio capelluto.

Il gua sha distende la muscolatura e aiuta a ridurre il dolore

L’azione più interessante del gua sha, infatti, è quella di aiutare la circolazione di qi (“energia”) e sangue nel sistema dei meridiani tendinomuscolari, ossia le strutture energetiche che irradiano e nutrono muscoli, tendini e legamenti. Quando la circolazione di qi e sangue in queste aree è compromessa, ecco che compaiono dolore muscolare, rigidità, contratture, crampi: se vuoi capire meglio il meccanismo del dolore in medicina cinese, puoi leggere il mio articolo Che cos’è il dolore? Ecco come lo spiega la medicina cinese.
Questa difficoltà di circolazione di qi e sangue nei tessuti superficiali in medicina cinese viene chiamata sha 沙 (da cui il nome gua sha), che letteralmente vuol dire “sabbia”. La sua manifestazione visibile è data dalla comparsa di piccole petecchie con colore dal rosso chiaro al violaceo, che compaiono durante il trattamento.
Le ripetute pressioni con scorrimento applicate sulle aree dolenti hanno l’effetto immediato di migliorare la circolazione di qi e sangue nella zona: la ripresa di un corretto movimento di queste sostanze nei meridiani tendinomuscolari corrisponde a un rapido miglioramento della tensione e del dolore, tanto che già a fine trattamento la sensazione dolorosa e la rigidità sono notevolmente ridotte. Le petecchie che compaiono durante il trattamento (e che scompaiono completamente in un lasso di tempo da uno a tre giorni) danno ulteriori indicazioni sulla natura del problema: più il colore è scuro, più la stasi di qi è sangue è profonda e/o di vecchia data.

Il gua sha aiuta a mobilitare le proprie risorse naturali

Numerosi studi scientifici sono stati portati avanti sull’effetto del gua sha, utilizzando i mezzi disponibili nei moderni laboratori: grazie a queste ricerche, è stato possibile evidenziare come il gua sha stimoli in modo naturale la mobilitazione delle nostre stesse risorse biofisiche:

  • il gua sha stimola la perfusione di sangue negli strati superficiali con una durata dell’effetto maggiore di qualsiasi altra tecnica manuale (es. massaggio, agopuntura…): studio effettuato presso l’Università di Duisburg-Essen in Germania con scansione laser Doppler (Nielsen, A., Knoblauch, N., Dobos, G., et al., 2007, The effect of ‘gua sha’ treatment on the microcirculation of surface tissue: a pilot study in healthy subjetcs. EXPLORE: The Journal of Science and Healing 3, 456-466)
  • il gua sha aumenta l’espressione dell’eme ossigenasi (HO-1), che ha un effetto antinfiammatorio oltre che antiossidante (Kwong, K. K., Kloetzer, L., Wong, K. K., at al., 2009. Bioluminescence imaging of heme oxygenase-1 upregulation in the gua sha procedure. J Vis Exp 30 (august 28), 1385.
  • la stimolazione unidirezionale dello strato miofasciale, come quella del gua sha, attiva la secrezione di citochine antinfiammatorie (Standley, P. R., Meltzer, K., 2008. In vitro modeling of ripetitive motion strani and manual medicine treatments: potential roles for pro- and anti-inflammatory cytokines. J Bobyw Mov Ther 12 (3) (July), 201-203.

gua sha

Il gua sha aiuta a calmare l’ansia e l’agitazione

Secondo la medicina cinese, il gua sha è un ottimo mezzo per eliminare il calore presente all’interno dell’organismo: ad esempio, è usato con successo per abbassare la febbre.
Il calore, però, non è solo quello rilevabile da un aumento della temperatura. In medicina cinese, il calore in eccesso interno al corpo è riconosciuto dai suoi effetti, che sono simili a quelli prodotti in generale dal calore nella nostra esperienza: riscaldamento, rossore, movimento scomposto, aumento della velocità, agitazione, salita verso l’alto. La medicina cinese, quindi, considera il calore come la causa di tutte quelle manifestazioni emotive caratterizzate da agitazione, aumento del battito cardiaco, rossore (di viso, occhi, lingua…), sensazione di calore, manifestazione in alto (ad esempio, al torace o alla testa).
L’ansia rientra bene in questa categoria: quando la proviamo ci sentiamo agitati, il nostro cuore batte più in fretta e le sensazioni si concentrano nel torace e nella testa. Eliminare il calore con il gua sha (unito a un trattamento Tuina sui meridiani e punti adatti ad agire sul calore emotivo) è quindi un buon modo di agire sulla radice della propria ansia, aiutando a calmarla e a gestirla. La gestione medica e psicologica dell’ansia deve invece essere ovviamente affidata rispettivamente a medici e psicologi / psicoterapeuti!

Gua sha: dove trovarlo?

Quasi tutti gli operatori Tuina conoscono le basi del gua sha, ma se vuoi ricevere un buon trattamento cerca qualcuno che ha seguito almeno un seminario specifico su questa tecnica.
Se sei di Genova e dintorni, puoi prenotare un appuntamento nel mio studio scrivendomi a info@benesseredonne.it: ho seguito nel 2015 un master di due giorni con Arya Nielsen, di cui ho anche tradotto il libro Gua sha. Una tecnica tradizionale per la pratica moderna. Se ti fa piacere, vai alla sezione Foto per vedere qualche scatto del seminario e della presentazione del libro!

Se stai cercando operatori Tuina che conoscano bene il gua sha in altre città o regioni, prova a scrivermi e cercherò di aiutarti.

Francesca Cassini

Operatrice e insegnante di Tuina

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