microcosmoLa medicina cinese ha una visione della persona molto diversa da quella a cui siamo abituate: non la considera infatti come un insieme di pezzi e parti a sé stanti, coordinate dal cervello, ma come un unico insieme armonico, costituito da sistemi strettamente intrecciati e interdipendenti, che si influenzano e bilanciano continuamente a vicenda nel bene e nel male.

Questi sistemi sono chiamati organi e visceri (zangfu): in particolare, la medicina cinese individua sei visceri (stomaco, intestino tenue, intestino crasso, vescica, vescica biliare e triplice riscaldatore) e 5+1 organi (milza, cuore, polmone, rene, fegato, pericardio). Gli organi e visceri, però, non sono da intendersi in senso strettamente anatomico: ognuno di essi rappresenta piuttosto un sistema (o “orbita”, come lo definisce Giulia Boschi nel suo bellissimo libro La radice e i fiori) che comprende un organo interno, un organo di senso, un tessuto, una componente psico-emotiva (shen), un liquido organico, un’emozione, un meridiano principale (con tutti i suoi collaterali) e un nutrito gruppo di funzioni. Quando parlo di “milza”, quindi, non sto semplicemente indicando quell’organo che si trova sul lato sinistro dell’addome, ma sto facendo riferimento a un intero sistema, che comprende anche la massa muscolare, la saliva, la capacità di apprendimento e riflessione, il senso del gusto, il meridiano della milza e i suoi collaterali (regioni cutanee, decorso tendino-muscolare, rami divergenti…), la tendenza al rimuginio, la funzione di assimilazione e distribuzione del qi (energia) degli alimenti, quella di gestione e distribuzione dei liquidi, la compartecipazione alla formazione del sangue…

Ogni organo, inoltre, è collegato a uno dei “cinque elementi” (terra, metallo, acqua, legno, fuoco), che sono a loro volta insiemi di qualità esistenti in natura, raggruppati in base alle reciproche affinità: quando parlo della milza, quindi, so che sto parlando di un sistema che risuona della stessa armonia dell’elemento terra, dell’umidità, del sapore dolce, dei passaggi fra una stagione e l’altra, del pomeriggio, del colore giallo…

Per avvicinarsi alla medicina cinese, bisogna quindi uscire dall’ottica semplicemente anatomica e iniziare a ragionare in termini di insiemi e corrispondenze: questo ci aiuta a vedere i collegamenti non solo all’interno del microcosmo che è l’essere umano, ma anche fra questo e il macrocosmo che è l’universo, che lo influenza profondamente.

Francesca Cassini

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